serata latina all’Horus (Gallarate, VA)

Finora mi sono astenuto dal lasciare commenti su questo locale, ma stavolta prendo la palla al balzo sfruttando un po’ del tempo libero delle vacanze natalizie. Chiedo venia fin dall’inizio se la recensione riguarda anche l’ambiente latino nostrano, ma del resto l’Horus è impregnato e vive di tale ambiente.

Serata di martedì 26 dicembre.

Ieri sera sono andato al circo, ehm… all’Horus. C’erano spettacoli di tutti i generi, grazie a sedicenti ballerini che roteavano piedi e braccia con mosse apprese direttamente dalla scuola di Hokuto, e spettatori che scrutavano imperterriti pronti ad avventarsi sulla fanciulla di turno e dar inizio al proprio momento di gloria.

Rispetto allo “standard” di ballo attuale, sicuramente il livello è medio-alto: con buona pace di chi reputa il ballo un momento di incontro, qui più che altro però mi sembrava un auto-scontro… nonostante i sorrisi di circostanza, si vedeva lontano un chilometro che non c’era nessuna affinità e nessuna sintonia tra il 99% delle “coppie”: l’unica aspirazione sembrava quella di fare acrobazie, giù a muso duro per i 3-4 minuti della canzone, e poi sotto con un altro partner… mi chiedo se la maggior parte degli astanti lavori in fabbrica e quindi applichi lo stesso approccio al ballo, stile catena di montaggio.

Spesso le ragazze che accettano di ballare sono visibilmente annoiate se il ballerino non è sufficientemente tamar… ehm, figo… Ma anche quando avevano il sommo onore di essere di fronte ai tanto osannati ballerini, al finire della canzone, come allo scadere di mezzanotte di Cenerentola, tutti di nuovo a bordo pista dopo un fugace grazie.

Sull’organizzazione nulla da dire, hanno trovato un format che funziona, e che attira molto pubblico da molti anni.

Sulla musica, non oso mettere in discussione un mostro sacro come Zoro, anche se, come lui ben sa, se fosse per me metterei solo salsa romantica anni 90 🙂 In sintesi: musica varia ed attuale, ma per i miei gusti troppe salse “veloci” e pezzi “pasticciati”, nel senso che partono tranquilli per finire molto ritmati e “carichi”.

Mi spiace… come qualcuno mi ha suggerito, sono rimasto indietro ai tempi della Marna… ho visto crescere negli anni l’ambiente latino e vedere la degenerazione a cui è arrivato mi mette tristezza… qualcuno dei pionieri sostiene che “fa schifo”, ma non condivido una visione così drastica; vedo invece tanta solitudine, la necessità di contatto umano ma nel contempo l’incapacità di instaurare un dialogo che vada oltre al momento del ballo ed a brevissime battute. Molti vengono da soli, e tornano da soli, soli come prima. Inoltre, vedo la considerazione verso una persona direttamente proporzionale al livello di acrobazie che mette in pista, per quanto mi riguarda una tendenza davvero svilente – ma proficua per la mercificazione imposta dai venditori di coreografie (mi riesce male chiamarli “maestri”).

Come al solito non ho ballato, me ne sono rimasto in un angolo ad osservare la monotona situazione per un’oretta, e poi me ne sono tornato mestamente a casa. Se mai noterò una ragazza che balla con semplicità ed eleganza, e che accenna un sorriso incrociando lo sguardo, allora la inviterò volentieri, magari per ballare tutta la sera insieme… a chi considera tale ambizione un’eresia, non mi resta che un avvertimento: non avete capito nulla del ballo!

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